Curarsi con l’Omeopatia

Le cure omeopatiche sono legate alle caratteristiche della persona in quanto ognuno di noi è differente dall’altro nell’aspetto, nel carattere, nel comportamento, ecc., e questo comporta uno specifico e caratteristico dinamismo morboso, diverso da persona a persona.  Di conseguenza i rimedi omeopatici, a fronte di una stessa malattia, possono essere molteplici ma certamente solo uno, tra i possibili prodotti omeopatici, è particolarmente efficace per
quell’individuo, in accordo con i suoi sintomi fisici, le sue caratteristiche individuali.

La medicina omeopatica, infatti, fa uso di sostanze esclusivamente naturali e si basa sul principio che “simile è curato dal simile”, meglio noto come Legge di Similitudine. Ciò significa che i sintomi che l’individuo manifesta vengono combattuti con la stessa sostanza che li provoca nell’individuo sano. Ad esempio il veleno dell’ape provoca sulla pelle gonfiore e dolore. Apis, prodotto omeopatico ricavato dalle api, è il rimedio adatto per vincere queste
manifestazioni.

Il nostro organismo ha già in sé tutte le risorse per guarire. Secondo l’ omeopatia, per facilitare o stimolare questa capacità di autoguarigione, occorre somministrare le stesse sostanze che hanno provocato i disturbi.

La scelta del rimedio omeopatico, quindi, avviene per analogia. Più la sostanza è diluita, più agisce in profondità nell’organismo. Le sostanze omeopatiche vengono quindi diluite numerose volte, riducendo così i rischi di effetti tossici, ma mantenendo comunque la capacità di stimolare la risposta di autoguarigione.

Dopo ogni diluizione, il flacone con il rimedio omeopatico viene agitato vigorosamente per creare nuovi legami tra le molecole d’acqua della soluzione e la sostanza originale del rimedio.

Perché optare per un trattamento di tipo omeopatico piuttosto che per uno convenzionale?
Per stimolare l’organismo ad autoguarirsi, evitando una serie di effetti collaterali grazie anche a rimedi su misura.

In pratica, l’ omeopatia:

– favorisce l’autoguarigione

– evita effetti dannosi

– assenza di effetti tossici

– nessun problema in caso di sovradosaggio o ingestione accidentale

– effetti collaterali praticamente inesistenti

– fegato e reni non vengono sovraccaricati di tossine chimiche

– possibilità di somministrare i rimedi omeopatici anche ai bambini e ai neonati.

LA TERAPIA OMEOPATICA PER I DISTURBI D’ANSIA
L’ansia, nella sua condizione fisiologica, è un fenomeno naturale che rappresenta uno stato d’allarme che si attiva quando una situazione viene percepita come un segnale di pericolo. Le reazioni emotive e psicologiche che ne derivano servono a proteggersi da minacce reali, a mantenere uno stato d’allerta in caso di pericolo o semplicemente ad attivare dei meccanismi utili a migliorare determinate prestazioni (ad esempio durante un esame).

Quando l’ansia non si riferisce ad un pericolo oggettivo, è ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione e  non è più considerata fisiologica. L’ansia diventa patologica quando la reazione del soggetto è legata a situazioni ed eventi normalissimi non valutabili come ansiogeni che però generano un malessere eccessivo e tale da invadere la vita lavorativa e relazionale di chi ne soffre. Quando la paura diventa disturbo d’ansia, corpo e mente attivano dei meccanismi complessi talmente gravosi e limitanti da interferire con la capacità di gestire le normali situazioni della vita.

Il sintomo ansioso è la principale manifestazione della maggior parte delle patologie psichiche, ad esempio delle nevrosi. A prescindere dalle varie forme che può assumere, sul piano somatico l’ansia si manifesta con sintomi acuti: palpitazioni, sudorazione, pallore, brividi, nausea, diarrea, disturbi gastrointestinali, tachicardia, dilatazione pupillare. A livello emotivo genera paura, tensione, angoscia, terrore e panico. L’ansia è qualcosa che nasce dal profondo e il sintomo ansioso rappresenta simbolicamente un blocco che deriva da conflitti interiori complessi e radicati.

L’energia vitale è compressa, schiacciata da condizionamenti contraddittori e da meccanismi in cui ha avuto una grande influenza la famiglia d’origine e l’atmosfera di precarietà che è alla base del vissuto del soggetto ansioso. Chi soffre d’ansia è bloccato in meccanismi e pensieri ripetitivi, non riesce ad elaborare, perde la lucidità e vede ogni evento e situazione in forma negativa.

Può sviluppare fobie vaghe o specifiche (claustrofobia, agorafobia etc.) e mettere in atto comportamenti evitanti estremamente limitanti per la sua vita.
Quando l’ansioso teme qualcosa tenta di evitare il pericolo per non stare male: tutto ciò che può creare ansia diventa dunque un nemico. Si evitano luoghi e situazioni a cui si attribuisce il disagio e si mette in atto un meccanismo patologico che fa ruotare la vita attorno al sintomo generando conseguenze che accentuano le paure, i timori e l’isolamento.

Una conseguenza molto comune è la somatizzazione; accade spesso che l’ansia non venga percepita come disagio ma che si manifesti come malessere fisico che viene indagato diventando erroneamente la causa del disturbo (come accade, ad esempio, nell’ipocondria). Molte patologie fisiche sono quindi espressione di profondi stati ansiosi che vengono “spostati” sul corpo.

La medicina classica suddivide i disturbi d’ansia in rigide classificazioni valutando la terapia sulla base dei sintomi. L’omeopatia individua invece le personalità, il quadro psicologico che identifica il disturbo d’ansia come un messaggio di dolore, una richiesta d’aiuto del paziente. L’ansia, così come gli altri sintomi, non viene quindi bloccata né combattuta. In omeopatia esistono più di cento rimedi in grado di agire sull’ansia e gli attacchi di panico. La scelta dei rimedi per le patologie psichiche deve essere profonda e accurata, spesso sono necessarie più visite omeopatiche prima di individuare la cura più adatta, soprattutto quando ansia e depressione si cronicizzano.